Il terremoto del 6 aprile 2009, che ha distrutto L’Aquila e la sua Provincia, si è sentito anche a Penne, che si trova più o meno a 150 km di distanza. Un padiglione del Convento di Colleromano ha subito notevoli danni. Alcuni cornicioni e decorazioni della facciata della Madonna del Carmine sono crollati. Così, per sicurezza, tutte le chiese sono state interdette al culto prima della verifica dei tecnici della Protezione Civile. I riti della Pasqua si sono svolti presso il Palazzetto dello Sport.
Io non sono a Penne in questo momento, ma fin da subito dopo il terremoto mi sono tenuta in stretto contatto con le mie vicine di casa. La paura è stata tantissima: molti hanno trascorso le notti successive, quando le scosse si susseguivano a ritmo incalzante, presso il Centro Sportivo Sports Park in C.da Campetto, oppure presso lo Stadio Ossicelli.
La mia casa materna ha subito lievi scosse di assestamento nella zona che porta ai garages, ma già martedì la verifica tecnica ci ha rassicurato sulla non pericolosità delle crepe.
Anche qui dove scrivo, dall’altra parte d’Italia, tanta angoscia e paura e commozione per il mio caro Abruzzo. Anche Penne, come tutto l’Abruzzo, è una zona fortemente sismica. Non mi voglio chiedere quale sia il livello di sicurezza antisismica dei principali edifici istituzionali e delle case di Penne… mi piacerebbe che l’Amministrazione producesse un rapporto dettagliato sullo stato degli edifici, sia quelli antichi che quelli più recenti, e che in base ai risultati si approntassero gli interventi necessari, con la collaborazione dei cittadini di Penne.
E’ utopia?