Oggi mia madre mi ha riproposto i maccheroni alla chitarra o maccheroni carrati ed io ho ringraziato con solenne applauso e mangiandone in quantità industriali.
Questo piatto, a base di uova e farina, è tipico non solo di Penne ma di tutto l’Abruzzo. Il nome, mi duole notevolmente ammetterlo, ha origini francesi, e se avete sturdiato la lingua francese al liceo come me, forse ci sarete già arrivati… i maccheroni carrati prendono il nome dallo strumento con il quale una volta venivano tagliati, il carratore o lu carratore. E il carratore prende il nome dal verbo ”carrer”, che significa squadrare… i perché e i per come dell’influsso francese sul nostro dialetto meriteranno un post a parte.
Dicevamo, lo strumento carratore era sostanzialmente composto da una serie di corde metalliche, con al di sotto un recipiente per accogliere la pasta, sulle quali venivano adagiate le strisce di pasta sfoglia che, premute con l’aiuto del mattarello, venivano tagliate in striscioline sottili. La forma dello strumento ricorda anche la cassa armonica di una chitarra, ed ecco da dove deriva il secondo nome maccheroni alla chitarra.
Oggi la mia mamma quando li prepara non usa più il carratore ma stende l’impasto con una macchina per la pasta di quelle in acciaio che si agganciano al tavolo della cucina, e stende la sfoglia girando una manovella. Ci pensavo oggi ma anche quella macchina, di marca “Ampia”, è ormai un oggetto di design industriale…
La preparazione di casa mia è la seguente:
per sei persone, 6 uova complete di rosso e bianco, farina doppio 00 quanto basta e dopodiché si parte con l’arte dell’impasto: si fa la classica fontana di farina, si rompono le uova e poi 35 o 40 minuti di lavorazione con le mani: un complesso movimento di spalle e gambe che fa si che sulla massa venga esercitato un certo peso, un metodo collaudato che difficilmente ruscirò a replicare…
Quando l’impasto dei maccheroni carrati acquista l’aspetto di una specie di sfera compatta, la mia mamma inizia a stendere la sfoglia utilizzando la sua macchinetta per la pasta. Quando ritiene che la sfoglia abbia raggiunto lo spessore giusto, la taglia passandola nell’ultimo settore della macchinetta, ed il risultato è quello nell’immagine.
La pasta non andrebbe lessata subito ma lasciata riposare per qualche tempo in ambiente asciutto e fresco. Va comunque cotta in acqua salata per pochissimi minuti perché la pasta all’uovo cuoce prima di quella di grano duro. Il condimento che preferiamo è senz’altro il ragù di misto carne (vitello, maiale) con formaggio parmigiano ed il risultato è questo:
Sorry, ho fatto a tempo a scattare solo questa foto, dopodiché ci siamo avventati sui piatti spazzolando tutto. Viva mamma Antonietta!
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bhè era ovvio ke nn sei riuscita a scattare altre foto.. con un piatto del genere nessuno avrebbe resistito..
ciao ciao…
P.S. complimenti per il sito..molto bello..
Non conto più i giorni di astinenza da maccheroni carrati. Non ne posso più. Tocca imparare a impastarli. Un’anticuoca come me deve mettersi a fare la pasta a mano.
Non c’è più religione!